Considerazioni delle 23.46

È tardi e probabilmente domani mattina mi sveglierò stanca. (considerazione numero uno)

Basta con questa ansia da prestazione che mi prende se per caso leggo qualcosa e lascio traccia di me, tracciatemi e andateveneaffanculo. (numero due)

Ho inconsciamente, in parte, realizzato un mio sogno. Di me sedicenne. Il fatto che io me ne renda conto la sera del sei novembre 2016, invece che esattamente due mesi fa, mi fa pensare a quell’articolo (o era un video, o un’intervista?) in cui veniva spiegato come i virus che ci prendiamo influenzino i nostri comportamenti per garantire la loro sopravvivenza. Insomma… parassita di me stessa and proud to be.

Non so se vedete il collegamento da soli, altrimenti: intendo dire che il virus di “me sedicenne” ha forse in qualche modo influenzato i miei comportamenti e le mie scelte per condurmi esattamente qui, su questo letto scomodo con le buche e con le molle, a fare quello che faccio, per portare a termine il suo losco piano. Quindi ora che ho realizzato tutto ciò, sono forse guarita? O piuttosto passata al secondo stadio dell’infezione?

In ogni caso non me ne renderò conto per un bel po’!

(questa era la considerazione numero tre, che poi in origine era l’unica e sola, ma mentre mi lavavo i denti ho fatto anche le altre)

Adesso posso entrare in modalità “sto andando a dormire” con la piacevole sensazione di aver fatto una cosa di cui avevo voglia, cioè scrivere qua.

Ah, comunque il clafoutis di kiwi alla fine l’ho mangiato, ma mica era un gran che.

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