Giugno che avanza

la fame si confonde con la noia, e non so quale delle due alimenta l’altra. intorno a me vedo delle persone molto motivate, che potrebbero essermi da ispirazione. mi piace la sua testa tonda e quella bocca rossa e sottile, per non parlare del collo morbido, morbido, morbido. le immagini eloquenti che mi sono venute in mente nella sua stanza, lo vedo chiudere gli occhi per respirare.

non è che non mi piaccia quello che faccio, ma sono probabilmente solo pigra. tra l’altro lo trovo difficile, mi sento in difficoltà e non so dove sto andando, mi lamento un po’ meno di alcuni, un po’ più di altri. le ore di qui a domani sembrano infinite, invece non le sono. se fosse nella mia lingua non avrei grossi problemi, quello che devo fare è elementare, leggere  e riportare. mi fa fatica perché è in tedesco. mi fa anche un po’ male la schiena. chissà se la mia amica mi risponderà, così avrei una scusa per alzarmi e prendere sto caffè che mi fa voglia da due ore.

Bozze

Qual è la linea sottile che divide la perseveranza dall’ostinazione?
Cos’è che distingue la speranza dall’illusione?

Fino a che punto si deve combattere per le proprie idee, per i propri desideri, senza trasformarle in ossessioni?
Qual è il limite?
Quando si diventa ridicoli? E l’essere ridicoli è poi una buona causa per fermarsi?

Quando si abbandona qualcosa, è perché non si crede più in questo qualcosa o perché non si crede più in noi stessi?
Quanto si può insistere?  Quanto si deve insistere?

uno indietro che male non fa

avanti-indietro, avanti e indietro.
l’andata e ritorno, l’andata e il ritorno. non è il ballo del pinguino

andata e tornata, mi sono addentrata metaforicamente e non nel passato prossimo. e ne sono uscita come Enea dagli inferi, tenendo stretto il ramo d’oro. per ora me la sono cavata. anche perché, indietro non si torna. non si può, e si cerca di dirlo con serenità.
in fondo, anche tornare indietro è sempre un po’ andare avanti, perché quella storia del fiume…. bla bla bla

quando mancano trenta secondi alla fine della partita, pensi che bello che sarebbe, il guizzo, e avere una scusa per fare un salto e dire olé! non importa niente del perché, almeno non a me… non succede eh, però tu sei lì, seduta sull’erba gialla e seccata, che pensi che bello che sarebbe, se nella vita ogni tanto succedesse, stai perdendo, ma, quel guizzo     e poi… olé!
non succede    e posso sorridere lo stesso, lo so!

anche se mi sembra sempre primavera, da due mesi, è estate, da due giorni! (per la simmetria del pezzo) e quindi rimbocchiamoci le maniche per meritarci le vacanze

 

epifania (senza morti di freddo)

allora bisogna che faccia questa confessione, sono assolutamente e totalmente pigra e disordinata.

questo favoloso connubio di caratteristiche piuttosto comuni, ha fatto si che, da quando mi è stato regalato per il compimento dei 18 anni ad oggi, il mio fantastico lettore mp3, abbia mantenuto pressoché intonsa la playlist che avevo composto allora. qualche piccola aggiunta nel tempo, ma non molto di più.

beh, l’epifania. è che mi sto abbracciando nell’anima, la piccola me diciottenne sono ancora io, siamo ancora noi!!