Non lo leggerò, MAI!

Non lo leggerò, MAI!

Il paradosso della giornata è questo: le grandi firme italiane fanno cucire in Cina i loro costosissimi capi da innumerevoli operai sottopagati e li rivendono a prezzi esorbitanti mentre in Italia altri italiani fanno cucire copie dei capi firmati da altrettanti operai sottopagati per venderli a prezzi minori. Del “Made in Italy” solo le copie, false, sono autenticamente made in Italy. La realtà, la verità e l’autenticità, sono solo parole?

Ho iniziato a farmi ignorare al mio tirocinio, ma almeno mi faccio ignorare da gente simpatica. Ieri mi hanno insegnato a mettere dei timbri (bisogna metterli con la scritta che sia leggibile da sinistra a destra), oggi ho imparato a mandare un fax. Ho spostato dei libri, ma a quanto pare quella dovevano considerarla una competenza pregressa, visto che me la sono dovuta sbrigare da sola.
Per non deludere le mie aspettative, non mi ero fatta alcun tipo di aspettativa, sicché non sono né delusa né entusiasta, anche perché, al secondo giorno è troppo presto per dirlo.

Gli incontri fortuiti della vita, sopratutto quelli con professori e segretarie però, mi fanno nascere il bisogno dello sfogo lamentoso, perché è ovvio che la gente non mi conosce e non sa quali (poche) cose sono capace di fare e quali no, ma è lo stesso frustrante sentire che la fiducia non mi viene data, non perché persona sconosciuta, ma perché giovane. E’ orribile dirlo, è un luogo comune, è una cazzata, ma in quanto tale porta un seme di verità e per me è frutto di esperienza personale. In Italia chi è più anziano si sente in diritto di trattare il più giovane come gli pare. Le frasi che iniziano con “in Italia” sono abusate, lo so, però….   Diritto di anzianità mon cul! Perché non mi dai una chance in quanto persona? Poi, educatamente, avrai modo dirmi: “E’ una cazzata.”   Così imparerò qualcosa, invece di covare rancore e frustrazione.
(E il desiderio maniacalmente insano di farti le scarpe, o di citarti come esempio di nullità umana durante un’ipotetica intervista al colmo del mio successo).

Mentre camminavo sotto i ginko biloba, pensavo che forse potrei rivolgermi a 25 ipotetici lettori, visto che porta bene. Poi ho realizzato che Manzoni è probabilmente lo scrittore più odiato della storia, quindi ho subito programmato un reading pubblico delle mie creazioni davanti allo specchio. Non ditemi che voi non avete deliri di megalomania, perché non ci crede nessuno, nemmeno voi.

Però ho trovato una cosa molto bella, perché Bologna è l’amante ideale che ti sorprende sempre, tanto che ormai quasi te lo aspetti e qui http://www.liveartsweek.it/ita/peng-1 (l’attività è dalle 11 alle 22) ho passato le due ore più belle della giornata e molto probabilmente della settimana. Azzarderei anche del mese, ma, dai, siamo solo all’inizio.

E’ un post sconclusionato, a chi legge probabilmente non frega una mazza, per essere fini, della cronaca cella mia vita, ma avevo voglia di scriverlo e a quanto pare anche di giustificarmi! Che idiota! Mi ricordo che una volta andai alla prima lezione di un corso di scrittura creativa, e l’attività per rompere il ghiaccio era “scrivi per dieci minuti tutto ciò che ti passa per la testa, senza censura”. Poi avremmo dovuto leggerlo ad alta voce. Il mio era tutto un “non lo leggerò mai, non lo leggerò, MAI! tse, figurarsi, leggerlo ad alta voce? devo smetterla di pensare questo, o non avrò niente da leggere, ma tanto non lo leggerò mai”. Insomma, una pena! Invece tutti lo trovarono molto divertente e mi fecero pure i complimenti. Da parte mia, io, avevo pensato veramente quelle cose, quindi non volevo suscitare ilarità, piuttosto scappare dopo aver lanciato in aria la sedia come diversivo. Però alla fine li avevo fatti ridere, ero risultata simpatica. A pensarci bene in tutto questo c’è un che di mostruosamente fantastico. Quando succede in generale, dico, non nel mio aneddoto specifico.

Sto cominciando a provare una certa gratificazione nell’alzarmi presto la mattina ed arrivare alle due con almeno sei ore di lavoro dietro le spalle. Sono contenta perché la gratificazione a quanto pare è l’unico rimedio contro le brutte abitudini.

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