avrei un appuntamento in capo al mondo

Mentre impazza il temporale,

comincia il capitolo due di quest’avventura. Lasciata la Germania, la Francia e i suoi gateaux mi hanno accolto a braccia aperte. E dopo un’indigestione di zuccheri e rimpallamenti per uffici a sbrigare pratiche di dubbia utilità, bisogna rimettersi all’opera.
Già ho iniziato a fare fotocopie inutili.

E poi la sera mi addormento alle otto e mi risveglio alle dieci, come se stessi entrando in un particolare letargo dei sensi.

Sembra un po’ di vivere in barca, ma non è colpa mia, la stanza è così piccola che se la scrivania come al solito è invasa dagli oggetti più assurdi (aspetta, lo appoggio qui, così dopo lo metto apposto e non creo troppo caos) resta solo il letto libero!

e a ore nuove canticchio nuove musiche nella mente, musiche che non avevo mai ascoltato prima…

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